Report immobiliare FIAIP con ENEA e I-Com

Il Rapporto annuale sul mercato immobiliare, presentato la scorsa settimana al Senato, traccia un appronfondito quadro del settore nel nostro Paese.

I soci, nelle righe che seguono, potranno agevolmente confrontare la realtà italiana con le condizioni offerte dalla Cooperativa e verificare com'è la situazione abitativa al fuori dei confini della Risanamento che, lungi dall'essere perfetta, offre condizioni che semplicemnete non esistono nel libero mercato.

Nel 2025 il mercato immobiliare italiano mostra una crescita significativa: le compravendite residenziali aumentano del +6,5% (circa 767 mila transazioni) e i prezzi delle case del +2,2%. Anche il mercato degli affitti è in forte espansione, con canoni in aumento del +7% e contratti del +3%. Questa dinamica è sostenuta dal calo dell’inflazione, da condizioni di credito più favorevoli e dall’aumento dei mutui prima casa.
La domanda resta solida e si concentra soprattutto su abitazioni da vivere (in particolare trilocali in zone semicentrali), ma cresce anche l’interesse per investimenti immobiliari e seconde case. Le grandi città registrano aumenti di valore superiori alla media.
Il mercato delle locazioni evidenzia uno squilibrio tra domanda e offerta: aumentano i contratti a canone concordato e le locazioni brevi o transitorie, mentre quelle di lungo periodo sono in difficoltà. Alcune città, come Genova e Palermo, offrono rendimenti elevati per gli investimenti immobiliari.

Segnali positivi arrivano anche dal settore non residenziale (negozi, uffici e capannoni), che torna a crescere dopo anni di calo, indicando una ripresa più ampia dell’economia.

Tuttavia emergono criticità sociali: cresce la cosiddetta “fascia grigia”, composta da famiglie che non riescono ad accedere né al mercato libero né all’edilizia pubblica. Inoltre, la domanda si concentra nelle grandi città, mentre le aree periferiche si indeboliscono. La domanda abitativa si concentra sempre di più nelle grandi città e nelle aree urbane con maggiore dinamismo economico e occupazionale, mentre molti territori periferici rischiano una progressiva riduzione della domanda e una minore capacità di attrazione residenziale.

Sul fronte energetico, aumenta l’attenzione verso immobili efficienti, ma circa il 75% del patrimonio resta obsoleto. Gli immobili “green” sono sempre più valorizzati e incidono positivamente sui prezzi, ma persistono ostacoli come la scarsa consapevolezza dei venditori, la mancanza di incentivi stabili e difficoltà di accesso ai mutui green.

Per il 2026 si prevede una fase di stabilizzazione con crescita moderata: compravendite tra +1,5% e +2%, prezzi intorno al +2% e affitti ancora in aumento. Le prospettive restano positive, ma condizionate da fattori di incertezza globale (tensioni geopolitiche, costo dell’energia) e dall’aumento dei costi di costruzione, che rende più difficile l’accesso alla casa. 

Massimo Giordani

Vicepresidente Coop Risanamento